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	<title>Commenti a: Il caso di Don Paolo Spoladore</title>
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	<description>Milingo e la sua vita</description>
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		<title>Di: sonia</title>
		<link>http://www.milingo.it/archives/237/comment-page-1#comment-657</link>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 13:27:02 +0000</pubDate>
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		<description>e nemmeno il fatto che abbia abbandonato suo figlio e che non viva nella verità, nè in pubblico nè in privato?</description>
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		<title>Di: medicialberto</title>
		<link>http://www.milingo.it/archives/237/comment-page-1#comment-123</link>
		<dc:creator>medicialberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 07:31:15 +0000</pubDate>
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		<description>L&#8217;articolo contiene in sè le risposte alle domande che pone.
A chi dà fastidio don paolo? Alla lobby medica e del farmaco, insieme alla lobby finanziaria e quella delle armi (tutte espressioni della stessa matrice) che non tollerano che ci sia qualcuno in grado di liberare la gente dalla schivitù della paura: paura della malattia, paura della povertà, paura del terrorismo, del nemico.

Ed ecco l&#8217;attacco a livello mediatico (l&#8217;informazione, lungi dall&#8217;essere il quarto potere, è il cane da guardia dei poteri forti).

Il figlio? Che sia vera o meno la storia, non cambia nulla a me, alla mia famiglia, e non sposta di una virgola tutto il bene ricevuto (direi meglio: le grazie ricevute) in 7 anni di frequentazione di donpaolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo contiene in sè le risposte alle domande che pone.<br />
A chi dà fastidio don paolo? Alla lobby medica e del farmaco, insieme alla lobby finanziaria e quella delle armi (tutte espressioni della stessa matrice) che non tollerano che ci sia qualcuno in grado di liberare la gente dalla schivitù della paura: paura della malattia, paura della povertà, paura del terrorismo, del nemico.</p>
<p>Ed ecco l&#8217;attacco a livello mediatico (l&#8217;informazione, lungi dall&#8217;essere il quarto potere, è il cane da guardia dei poteri forti).</p>
<p>Il figlio? Che sia vera o meno la storia, non cambia nulla a me, alla mia famiglia, e non sposta di una virgola tutto il bene ricevuto (direi meglio: le grazie ricevute) in 7 anni di frequentazione di donpaolo.</p>
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		<title>Di: thomas</title>
		<link>http://www.milingo.it/archives/237/comment-page-1#comment-109</link>
		<dc:creator>thomas</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 12:16:21 +0000</pubDate>
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		<description>Il sacerdote coinvolto  del caso  della petrenità taciuta per  anni, non si è presentatao in tribunale (maggio 2010) e non si è presentato al test del dna disposto dal tribunale dei minori. Unico modo  per poter dimostrare  la sua eventuale estraneità alla vicenda


27 luglio 2010 - corrieredelveneto.it

PADOVA — L’ultimo «no» don Paolo Spoladore l’ha rivolto al perito del tribunale dei minorenni, che lo aveva convocato quest’oggi a Mestre per il test del dna.

Il sacerdote, che già aveva rifiutato di costituirsi in giudizio nella causa di accertamento della paternità che lo vede coinvolto — avviata dalla denuncia di un donna di 49 anni, che lo ritiene il padre del proprio figlio di 8 —, ha risposto che non ci sarà.

Decidendo di non fare l’esame che lo avrebbe potuto scagionare, tuttavia, don Paolo consegna nelle mani del giudice minorile Maria Teresa Rossi un pesantissimo elemento di prova a suo carico.

In pratica, si preclude la possibilità di vedersi riconoscere ogni ragione.

 

La Diocesi

Benché non del tutto inattesa, la presa di posizione del prete, sospeso lo scorso giugno dalla Diocesi di Padova dall&#039;&#039;esercizio del ministero presbiteriale, segna una linea di demarcazione netta nell’intera vicenda. Per la curia, però, quest’ultimo episodio non muta il quadro della situazione. «Per noi non cambia niente — dice don Paolo Doni, vicario del vescovo —. Ci siamo già espressi e in ogni caso la decisione di procedere all’esame del dna non rientra nelle nostre competenze. Altrettanto posso dire che noi non abbiamo suggerito a don Paolo di sottoporsi o meno alla prova». «Donpa» va a Brescia La Diocesi, invece, resta sempre molto vigile sull’altro fronte caldo che contraddistingue l’affaire Spoladore. E cioè quello dei suoi (discussi) corsi di formazione in comunicazione e medicina alternativa tenuti dal prete, già finiti al centro anche di un’indagine dell’Ordine dei Medici.

«Sono iniziative di cui il sacerdote risponde personalmente e non hanno alcuna approvazione da parte dell’autorità ecclesiastica», aveva reso noto lo scorso 25 giugno il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo.</description>
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<p>27 luglio 2010 &#8211; corrieredelveneto.it</p>
<p>PADOVA — L’ultimo «no» don Paolo Spoladore l’ha rivolto al perito del tribunale dei minorenni, che lo aveva convocato quest’oggi a Mestre per il test del dna.</p>
<p>Il sacerdote, che già aveva rifiutato di costituirsi in giudizio nella causa di accertamento della paternità che lo vede coinvolto — avviata dalla denuncia di un donna di 49 anni, che lo ritiene il padre del proprio figlio di 8 —, ha risposto che non ci sarà.</p>
<p>Decidendo di non fare l’esame che lo avrebbe potuto scagionare, tuttavia, don Paolo consegna nelle mani del giudice minorile Maria Teresa Rossi un pesantissimo elemento di prova a suo carico.</p>
<p>In pratica, si preclude la possibilità di vedersi riconoscere ogni ragione.</p>
<p>La Diocesi</p>
<p>Benché non del tutto inattesa, la presa di posizione del prete, sospeso lo scorso giugno dalla Diocesi di Padova dall&#8221;esercizio del ministero presbiteriale, segna una linea di demarcazione netta nell’intera vicenda. Per la curia, però, quest’ultimo episodio non muta il quadro della situazione. «Per noi non cambia niente — dice don Paolo Doni, vicario del vescovo —. Ci siamo già espressi e in ogni caso la decisione di procedere all’esame del dna non rientra nelle nostre competenze. Altrettanto posso dire che noi non abbiamo suggerito a don Paolo di sottoporsi o meno alla prova». «Donpa» va a Brescia La Diocesi, invece, resta sempre molto vigile sull’altro fronte caldo che contraddistingue l’affaire Spoladore. E cioè quello dei suoi (discussi) corsi di formazione in comunicazione e medicina alternativa tenuti dal prete, già finiti al centro anche di un’indagine dell’Ordine dei Medici.</p>
<p>«Sono iniziative di cui il sacerdote risponde personalmente e non hanno alcuna approvazione da parte dell’autorità ecclesiastica», aveva reso noto lo scorso 25 giugno il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo.</p>
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