Prete, e dopo…

Vi cito un libro francese che uscirà i primi di giugno il quale parla di storie di preti che danno la loro testimonianza di come sia stato difficile essere obbligati ad abbandonare la loro vocazione sacerdotale perchè emarginati dalla chiesa a causa dell’amore e di come però le cose cambino in poco tempo. Al sacerdote P.Blättler, l’anno scorso, il vescovo concesse di continuare il suo servizio fino alla fine dell’estate e dopo le sue dimissioni ha appellato alla chiesa una maggiore flessibilità nei confronti del celibato sacerdotale.

L’autore del libro afferma che, non nel breve tempo, ma prima o poi, la condizione di celibato diverrà una scelta libera per i preti della chiesa catolica. Cosa che nella chiesa ortodossa esiste già.

Decisamente forte è l’esperienza di Morand Maxime che ha vissuto per due anni il sacerdozio e un rapporto di coppia fino a che non ha deciso di uscire allo scoperto dismettendosi dalla chiesa. “Uscito dalla chiesa ho scoperto il piacere di rientrare nella vita, il fatto di aver scelto il rapporto sessuale al celibato non mi ha portato via la fede, nemmeno quando lei mi ha lasciato per un altro e nemmeno quando è morta in seguito ad una malattia grave”. Ora vive insieme a Caroline e i loro due figli. “La gerontocrazia del Vaticano non capisce che fare l’amore può essere un mezzo per realizzarsi spiritualmente – osserva Maxime Morand – Essa sceglie vescovi non coraggiosi per assicurarsi che le cose non cambino.”

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