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Milingo non lascerà Maria Sung

Il vescovo Milingo, durante un’intervista all’ANSA, smentisce le voci che giravano in precedenza secondo le quali sarebbe caduto in rovina in un ospizio in Corea e che vorrebbe seprarsi dalla moglie Maria Sung.

“In realtà -afferma Milingo- siamo molto impegnati, viaggiamo molto tra Africa, Brasile e Sri Lanka per tenere dei workshop. Ho anche ordinato nuovi vescovi in Italia e in Kenia.
La mia scomunica è una vergogna, dimostra ancora una volta la debolezza della Chiesa Cattolica Romana in Vaticano. Io e Maria non ci separeremo, e
-sorridendo afferma- non c’è nemeno il tempo per mettersi a litigare”

Milingo vive ora a Seul in Korea con la moglie Maria Sung, sono felici e stanno bene. Insieme continuano la loro missione per portare la parola di Dio nel mondo.

Milingo vuole lasciare la moglie Maria Sung

Dalle ultime notizie ricevute dell’ex Monsignor Mlingo pare che ora abiti in una piccola stanza di un’ospizio in Corea assieme alla moglie Maria Sung. A confermare questa notizia è un’amica del signor Milingo che nei giorni passati si è recata in visita ed ha constatato l’effettivo stato di degrado dell’ex vescovo.
Milingo è caduto in disgrazia e probabilmente è anche al lastrico dopo il definitivo distacco con la santa sede, con il quale si è visto privato anche la pensione, e sembra aver preso la decisione di liberarsi dalla moglie Maria Sung perchè, sostiene, è un peso economico troppo grande.
Vorrebbe ora tornare in italia ma la cosa risulterebbe veramente difficile per lui dato il suo stato di non più cittadino del Vaticano, dopo la revoca del passaporto, e quindi extracumunitario il quale per restare dovrebbe beneficiare del permesso di lavoro.
Attendiamo nuove, e speriamo buone, notizie.

CASO MILINGO: IL VESCOVO ESORCISTA, NON MI PENTO E NON CERCO IL PAPA

Roma, 22 gen. – (Adnkronos) – Milingo a Roma per presentare il film che ha girato sulla sua vita coglie l’occasione per rivendicare le sue scelte, sostenendo di non pentirsi di avere sposato l’agopuntirista coreana Maria Sung. “Io non cerco il Papa, il Papa non cerca me e comunque io ho ragione”, ha messo in chiaro il vescovo esorcista scomunicato dal Vaticano per avere ordinato vescovi quattro sacerdoti sposati, intervenendo ieri sera al Centro Russia ecumenica diretto dal sacerdote-giornalista don Sergio Mercanzin, dove e’stato presentata la pellicola. Io, la Chiesa, il diavolo’

In un’ora circa, l’ex arcivescovo di Lusaka ha cercato di condensare gli aspetti fondamentali della sua lunga e discussa esistenza. Tante le testimonianze contenute nel docu-film in cui vengono raccontati anche gli esorcismi praticati da Emmanuel Milingo. Il film, già disponibile in italiano e inglese, come ha raccontato lo stesso Milingo sarà tradotto in tutte le lingue. La presentazione del film è stata anche l’occasione per intervenire sui temi caldi sui rapporti tra Milingo e la Santa Sede.

“Contesto la scomunica -ha affermato il grande esorcista- anche se essa non ha mai ucciso nessuno. Anzi in virtù di questa è come se avessi più forza perchè mi hanno dato l’aureola del martire”. Accanto a Milingo l’inseparabile moglie del vescovo Maria Sung sposata a New York il 27 maggio 2001 con rito moon. In proposito, nello spiegare queste nozze Milingo ha avuto modo di confidare ai suoi amici di aver voluto provocare “un grande shoc” anche se, ha detto ancora, “Maria non ha cambiato la mia vita sacerdotale”. Ma lei ha voluto subito mettere in chiaro che “Milingo mi ha sposato perchè innamorato di me”.

Fonte tratta da
Libero

Milingo non può restare in Italia

La polizia all’avvocatura di Stato: «La sua professione non è di interesse pubblico»
VICENZA – E’ battaglia aperta sul permesso di soggiorno di Milingo. Dopo la sospensiva del Tar, la questura ha impugna­to all’avvocatura di stato il prov­vedimento, decisa a non conce­dere all’ex vescovo zambiano, scomunicato dal papa7, la possi­bilità di rimanere in Italia come lavoratore autonomo perché «la professione di consulente re­ligioso non esiste»: Emmanuel Milingo – che ha lasciato Gru­molo ed è ripartito per la Corea del Sud essendo scaduto il suo visto turistito – ha infatti aperto una partita Iva come consiglie­re spirituale. A dare il via alla battaglia le­gale era stato lo stesso Milingo, assistito dall’avvocato vicenti­no Michele Grigenti, che con un visto provvisorio si era stabi­lito insieme alla moglie Maria Sung nell’hinterland vicentino.
La questura, il 24 ottobre, gli aveva negato il nulla osta sulla base del decreto 279/2007 del presidente del consiglio dei mi­nistri con la lista delle professio­ni autonome utili all’economia italiana: la richiesta di Milingo di basare la sua indipendenza economica in Italia aprendo uno studio di consulenze reli­giose per gli uffici di Viale Maz­zini, non stava in piedi. L’avvo­cato Grigenti aveva però pre­sentato e vinto il ricorso al Tar che il 2 febbraio aveva pubblica­to l’ordinanza con cui i giudici Angelo De Zotti, Elvio Antonelli e Stefano Mielli avevano accol­to la richiesta di sospensiva: «La motivazione del provvedi­mento di diniego non consente di intendere i profili per i quali l’attività di consulenza che il ri­corrente intende svolgere è rite­nuta non rientrare fra le varie ipotesi previste». L’ufficio im­migrazione della questura di Vi­cenza, dopo aver riesaminato il caso, ha confermato però la sua posizione: quel tipo di profes­sione autonoma, successiva­mente modificata da spirituale ad aziendale, non rientra in al­cun modo nei parametri previ­sti dalle norme in vigore: Milin­go in Italia come consulente spi­rituale non può stare.

E la que­stura ha impugnato la sospensi­va del Tar perché «non esiste normativa alcuna che preveda questo tipo di professione e sus­siste interesse pubblico a non consentire ingresso in Italia per lo svolgimento di attività va­ghe, generiche e indeterminate con la probabile necessità poi di dover negare il permesso de­finitivo » e viene richiesto il ri­getto dell’istanza. «Sono moti­vazioni fragili dettate da interes­si non pubblici ma di natura po­litico- religiosa – commenta l’avvocato Grigenti – Ci sarà un contenzioso con l’avvocatura di stato».

Fonte tratta da Corriere del Veneto



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